Pleniluni e Quarti di Luna

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    Nuvole

    02 gennaio 2017

    ... vagabondava bionda rubeodorata nube oscillante o scintillante al tramonto di fuoco fauci di bestia feroce come il perfido domenicano inquisitore di meteore rutilanti nembi nel più folto del ciclone vanno e vengono coi venti o anche più diversi vuoti d’aria e d’altre musiche che non siano quelle inaudite e inaudibili delle sfere dei coni dei cubi dei cilindri a due a quattro sferraglianti sulle strade vagabonde fionde di camere d’aria forcelle di salice indurito col fuoco artigianati perduti di fanciulli feroci che lanciano sassi alle nuvole e inseguono il sole al tramonto quando i cumuli e gli strati arrossiscono per la vergogna di una sera piovosa o piovorna a dirla da poeti che buttano via la vita dietro parole senza sugo e insensate dette così per dire che sono state scritte una buona volta quella stellata del cielo che domani sarà attraversato da pochi cirri e azzurro d’intorno gloria del sole la luce cristallina immane radiosa che non lo era di più l’altrieri la sposa Evelina nel suo bianco strascico a ricami di gigli e ligustri e in mano il mazzolino di camelie e i confetti che piovono neanche fossero petali dai fiori di mandorlo a febbraio se fa caldo quando si favorisce col vento il formarsi di cumulonembi altissimi e spietati assassini di ogni impermeabile fosse pure imbastito di idrorepellenze termoplastiche o filopetrolifere che tanto gli emiri cosa ne sanno di tutte queste sofisticazioni del nostro cielo quando perde la sua stenta e azzurra verginità per coprirsi di nuvole vagabonde...

    Scale

    01 dicembre 2016

    ... ricordi tu pure quella sera che giocavamo a poker hai detto ed io tie’ scala reale ho risposto che pioveva fuori come quando quadri e picche nel medioevo le usavano tanto quei bei cavalieroni che non se ne trovano più nemmeno se vai al mercato del martedì magro di quaresima o grasso di carnevale ogni scherzo vale a fiori stavolta a quadri vorrei vedere una camicia a picche così mi rispondi invece io ti do la mano ecco la destra è tua se vuoi delle uova al tegamino per esempio o si è fatta la frittata che va bene non l’insalata di mare o di terra o d’alpeggio da portarci la vacca spoletina a teatro al concerto alla casa d’aste tutte belle in fila sul quaderno eravamo piccoli a scuola con la maestra ingrembiulata di nero onice pendente dalla collana di libri di scienza esatta come l’ora del cronometro svizzero nero cioccolato nero caffè latte bianco avorio il dente d’elefante a scuola non ci entrava e ci portano al circo tutti ohè ohè vieni anche tu dài il biglietto non ce l’hai come i preti e i marinai arrampicati sulle vele del tre alberi un pioppo un platano un pino che era mio amico toscano di Viareggio e saliva a volte sopra Fiesole ad arrampicarsi sul gelso per nutrire il baco che allevava a casa dentro il computer e prendeva le bottigliette e le metteva in scala...

    Onde

    03 novembre 2016

    ... le onde che flette il vento trascinano rimasugli di bosco abitati da corpi come ostriche attaccati quasi infissi sul legno divenuto naviglio i corpi galleggiano sopra le onde azzurre di valzer verdi di milonga rosse di giga se soffia il vento e vedi oscillare le teste scorgi le braccia levate invocare imprecare la malasorte il diluvio il viaggiare che porta lontano dalla casa rigonfia del tuo sentimento dolce e terribile la tempesta oscillante di raffiche quasi mitraglia o forse organo di chiesa per cui i fedeli travolti dalla musica feroce nuotano come naufraghi nell’inabissarsi dell’estasi quotidiana che meriti non fosse che per questo tuo volontario arrischiarti nel pelago immane dell’essere felice metafora per dire che qualcosa sta là fermo né intende scostarsi di un millimetro o meno di qualche etto pesa la tua silenziosa preoccupazione in questo mare boreale aurorale penetrale di misteri assurdi e incredibili perché tutti i giorni li vedi là che galleggiano sulle onde rosate dorate serali all’ora di cena ti ha detto la boa che oscilla con te in questo vecchio silenzio di passioni pazienti ed ematiche emozioni che lasciano lividi di rabbia infinita oh quale passione li fa pendolare sul flutto sul flusso la risacca e amare quelli laggiù...