Pleniluni e Quarti di Luna

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    Meteore

    30 luglio 2016

    ... corri corri guarda una volta il cielo solleva il mondo la pioggia di meteore dove andranno dove cadranno su dinosauri su crateri fossili su laghi e cedri su parole senza soggetto senza suono senza sapore ma apri la bocca dài non startene persa il vecchio Aiace il Telamonio succube di tempeste quello sì ingombricchiava di mezze meteore il suo firmamento il vuoto la stagione è quella di san Lorenzo l’arrostito barbecue di santi qui si confezionava poca spesa sale e salsa e pinzimonio no il sedano ve lo portate voi sotto questa pioggia celeste di meteore miste meteorismi flatulenti puteolanti ma le meteore sono di lionesi prelibatezze flambées vecchia storia questa ma la vedi o no dimmi vedi le stesse che vedo io laggiù in fondo sullo schermo latteo sgargianti fuochi d’artificio cineserie di un tempo lontano floc floc piovere giù parole di perdita meteore canzoni di un attimo melancolia di sempre anche tu guardala perdio stamattina stanotte il giorno del giudizio devo pensare a trovarmi un avvocato per allora ma c’è tempo nel tempo del riposo fanno tutti festa e per quello dal cielo cadono le meteore questa nuova passione ch’è venuta e glu glu e pic pac e oplà ci siamo anch’io meteora tu pure meteora a salire nel cielo a scendere dalla notte un vecchio sospirava che le canzoni non sono più quelle di una volta che adesso tutto passa spedito neanche fossero meteore che tu guardi...

    Pubblicazione di Altri labirinti. Sguardi e sogni sulla Brenta nel ventesimo secolo

    30 dicembre 2015

    È uscito per le Edizioni Cleup di Padova il mio volume Altri labirinti. Sguardi e sogni sulla Brenta nel ventesimo secolo. È la terza e conclusiva parte di un lavoro sui viaggiatori, i narratori, i poeti che a vario titolo hanno parlato della Riviera della Brenta dal medioevo ai nostri giorni, segue Il giardino di Armida. Viaggiatori sulla Brenta dalle origini al Grand Tour e Diabolica Arcadia. La Brenta nelle memorie e nelle fantasie dell'Ottocento, pubblicati rispettivamente nel marzo 2013 e nel dicembre 2014. Fra gli scrittori, giornalisti, poeti, memorialisti più noti di cui si parla nel libro e di cui si citano opinioni, osservazioni, invenzioni, ricordo qui Henri de Régnier, Edith Wharton, Gabriele d’Annunzio, Maurice Barrès, Aldous Huxley; altri autori, come Robert Shackleton, André Maurel, Philippe Monnier, Horatio Brown, Gabriel Faure sorprenderanno il lettore per l’emozione che comunicano, ancora attuale un secolo dopo. Il fascino della Brenta qui si attualizza, e parla direttamente al visitatore attuale. Riporto qui le prime pagine del libro.

    Se chi canta è la tua voce

    27 settembre 2015

    Vecchia solita canzone di mare, fra le dune e le onde, sotto il faro, sotto i templi rotondi della dèa, sotto i rami pomposi...
    Cosa vedi, lassù, abbarbicato come l’erma felice dell’antico? hai pensato di trasformarti in dio? il mondo adorante guardare dall'alto in basso? non sai che solo è uno specchio, quel tuo fissare?
    Ma non ti rendi conto? che sei ridotto a testa! ben altro è un uomo, te lo ricordi? c’è in lui l’auriga, c’è il cavallo, e il cocchio, e c’è il leone, e c’è la volpe, ed il priapo vecchio che trascina, e il buon domenico che tira indietro, e chissà, a fare un uomo, quanta gente ancora, quanti animali, ed esseri di cui nemmeno si sa il nome. Tu solo auriga! e senza calesse, senza ronzio, ma che fai?
    Raccontano che andasse un po’ così a un vecchio Orfeo cortese, che là sull'acque di Tracia la sua testa andasse morta e sola e ancora cantasse: era ben scemo Orfeo, col suo cappellino nautico dei folli – la vecchia nave! – mentre s’ostinava immobile, trascinato dalla corrente.
    Scemo o pazzo, non sapeva che si tace, infine: così il suo canto si ode ancora nei secoli. Ascolta: è lo stesso che intona la tua voce.