Pleniluni e Quarti di Luna

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    Pro e contro

    15 marzo 2015

    – E tu qua sei?...

    – Contro. Il vento, la pioggia, la marea. Contro il tempo e il maltempo!

    – Bello scemo che sei. Io sono per la stagione dei fiori e del silenzio.

    – Ma no, contro anch’io. Contro il sole e la bonaccia, contro... contro chi è contro!

    – Io sono a favore di chi è contro. Se c’è da manifestare, è contro chi è a favore.

    – Io sono a favore, Poiché sono contro, se fossi a favore dovrei essere contro. Mi sembra così chiaro.

    – Eh no, dài. Se sei a favore, sei a favore. Sono contro quelli che confondono. E contro quelli che manifestano. Per questo sono qui.

    – Sono contro gli alberi. Fanno ombra alle teste, e senza luce non ci si sviluppa niente.

    – Sono per gli alberi, io. Fanno ombra, e d’estate ci si può dormire sotto.

    – Mettiamoci un po’ d’accordo, no?

    – Sono contro a mettermi d’accordo con chicchessia, peggio che mai con quelli che vogliono mettersi d’accordo.

    – E dove vai, se non sei d’accordo?

    – Dall’altra parte!

    – Vorresti dire che io sto andando di qua e tu di là?

    – No, guarda, io sto andando di qua e tu di là, non prendermi in giro.

    * * *

    Il sole benediceva la manifestazione, c’era vita, c’era passione, c’era movimento. Cose possibili davvero soltanto se siamo vicini a una città.

    Lettera dal buio

    28 febbraio 2015

    Cosa disse il Profeta all’assemblea? “Noi, ritirati dietro le onde, disposti ormai a specchiarci nei catini di smalto foss’anche senz’acqua: noi, decisi a rincorrere la vita ovunque sia – noi, vedremo certo la luce! Abbiamo avuto – abbiamo – un torto: cercare diritto davanti al naso. Giratevi, fratelli: indietro tutta. Come le gomme di tesa fionda, ci vuole la reazione. Libertà! e sarà la luce!” Quelli amavano le tenebre. Sapevano che, una volta persa la morbida confidenza del buio, avrebbero perso anche il Profeta. E troppo l’amavano! Saper quello che si deve fare. Avere una Parola. O tre. Sperare nel futuro. Eppoi, la luce è ignota. Vederci? e cosa? non basta il naso? il suono? Siamo persi a girarci, fratelli. State saldi, così, nel pensare vuoto.

    Pubblicazione di Diabolica Arcadia. La Brenta nelle memorie e nelle fantasie dell'Ottocento

    26 dicembre 2014

    È uscito per le Edizioni Cleup di Padova il mio volume Diabolica Arcadia. La Brenta nelle memorie e nelle fantasie dell’Ottocento. Seconda parte di un lavoro sui viaggiatori, i narratori, i poeti che a vario titolo hanno parlato della Riviera della Brenta dal medioevo ai nostri giorni, segue Il giardino di Armida. Viaggiatori sulla Brenta dalle origini al Grand Tour, uscito nel marzo 2013. Sarà a breve seguito dalla parte finale dello studio, dedicato al Novecento. Citando un po' a caso fra i personaggi più noti di cui vengono riportate opinioni, osservazioni, creazioni, ricordo qui Lord Byron, Heinrich Heine, Théophil Gautier, Benjamin Disraeli, George Meredith; ma le sorprese migliori vengono da scrittori di secondo piano, come M.me de Gasparin, Paul Scudo, Vernon Lee. Tutti concordi nell'attribuire alla Brenta un fascino particolare, sul quale aleggia un clima continuo di mistero.
    Riporto qui le prime pagine del libro.