Pleniluni e Quarti di Luna

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    Attesa

    06 luglio 2017

    ... così passa il tempo nell’attesa di stagioni migliori e cuori disponibili a rincorrere l’avventura dietro ogni angolo ogni albero ogni attimo della povera vita che ti prende braccia e gambe e fegato da roderti e lo sai mentre lo sguardo si macera rattrappito nell’attesa dei fiori per esempio a primavera quei colori allucinati profumati illustri in questo e in altri mondi che potrai un giorno visitare se fin da oggi prendi e ti segni in lista sperando che venga il giorno il mese e l’anno e infine l’ora attesa che non potrai più disdire rinviare allontanare come fa il bue minacciando la mosca con la coda dove stai al tuo turno attento senza perdere un attimo in parole inutili col vicino che ti ha concesso il fato sempre irriverente e imprevedible per dare un senso a questa attesa che potrebbe essere poi sul mare dove galleggiano nel vasto rovinio di correnti nuotatori come boe come palloni sopra le onde instabili segnali di correnti venute dal lontano nuovo continente o passate per sottili bracci di mare iridescente come giochi di prismi e di riflessi che attenuati per te dal lungo attendere e sotto il pesce scuote le pinne ignaro e sopra plana la candida maestà di quei gabbiani che impegnano il cielo il mar lo scoglio e comprensivi aggiungono speranza alla tua attesa...

    Dono

    03 giugno 2017

    ... e tu l’hai trovato il dono negli strali lucenti dell’aurora di oro e sangue e viva fiamma ideale nel cielo riaperto dal mattino invocato per una nuova vita o un nuovo giorno almeno nel vecchio silenzio dei lucori sulla riva estrema del possibile riaperto per l’occasione ai crisopazi come alle corniole e a diademi di rubini in dono se le parole ti cercheranno l’anima e il frastuono cessi all’improvviso lasciando calma infinita e dolcezza sovrumane là davanti allo scoglio altofrangente per l’acqua amara di salinità veloci e vedi scorrere onde batter flutti frangenti rompersi schiume scherzare in perle immemorabili e caduche cadenti in mare in quest’aurora ingioielata di rifrazioni e di specchi malconnessi dove ti vedi e no e appare tutt’altro da te quel dio marino o sirena che sia reggente il dono danzando sulle creste smerlettate suonando le tube dei tritoni mescolando i gesti alle parole di una lingua sconosciuta eppure tanto chiara dove ti ritroverai sognando carole frementi di nereidi credendo di incontrare la sorte resa persona o essere senziente tu meditando che ti risolvi in niente e piano piano passa l’oro passa il sangue di fiamme vivo s’alza l’azzurro elevato sublime liscio e terso e tu guardando infine in quella luce chiara comprendi che nient’alto era che questa visione queste immensità questo campirsi il dono...

    Isola

    03 maggio 2017

    ... isola del mio cuore perduta nel vuoto del tempo passato a vecchie ridotte paure di fantasmi che suona cromorni monchi e bombarde dai fori turati dai fori slabbrati e consunti come gli abiti della maschera perfida e perduta nell’isola del mio pensiero dove fugge lo spazio e la musica turpe dei crepuscoli ahimè quanto dorati e sanguinose ferite più delle aurore nel sole arrossato eritematico infingardo e feroce quanto tigre o pantera che azzanna e strazia il tempo e lo spazio di una pagina o di una vita perduta qui sull’isola del mio amore le cui parole orgogliose e tuttavia miti salgono sul picco più alto ad accoglierli infine i tranquilli e felici raggi lunari oh che delizia che notte stellata di mille fiammelle celesti di vivida luce sul buio nel quale suona distinto un discordo di ribeca e cornetto recenti infinite addolorate canzoni sull’isola delle mie membra aggregate alla terra legate dagli alberi al firmamento che svetta lassù e raccoglie accordi sonori di cetra che quasi diresti ma è una notte d’incendio cantare mi tocca con tutto il mio respiro che spero possente dall’alta cornice del monte su quest’isola dei miei sensi attenti al profumo che il mare diffonde nell’imminenza dell’alba e più dell’aurora con trilli di flauti e viole come campane o fiori sonori sinfonianti fra gli alberi i sassi le spelonche dove entri timoroso di incontrare la fiera esci felice perché la luce di quest’isola...