Boschi amorosi

La scena pastorale in Italia

Il teatro classico aveva tre generi maggiori: la tragedia, la commedia e la favola pastorale. I primi due sono stati molto studiati e vi sono edizioni moderne dei testi facilmente disponibili. Il terzo appare invece piuttosto trascurato: gli studi, certo esistenti, sono tuttavia più rari; al di là delle due opere più note del genere, l’Aminta di Torquato Tasso e Il pastor fido di Battista Guarini, peraltro due capolavori assoluti, è difficile trovarne i testi in edizioni moderne anche specialistiche. Eppure, per decenni e per secoli queste storie hanno occupato le scene italiane, poi quelle francesi, inglesi, spagnole; si è profittato di esse per adombrarvi vicende più o meno note delle diverse corti italiane; hanno fornito uno degli spazi letterari più utilizzati per esprimervi idee sull’amore, lontane sia dall’austera impraticabilità di quelle affermate nelle tragedie, sia dalla trivialità banale e talvolta oscena delle commedie. Quello che è più interessante, è che in esse si cerca spesso di proporre una visione del mondo coerente con un uso etico dell’umanesimo: una proposta morale praticabile per una vita concreta. Forse per questo, in Italia, appare innegabile che ci sia stata una certa frizione con le idee diffuse dalla Controriforma, all’affermarsi della quale il genere boschereccio entra in crisi, pur nel mantenersi di una produzione che durerà almeno fino al Settecento. Altro elemento di rilievo è che da questo percorso passa pure la costruzione di un linguaggio poetico, quello d’Arcadia, che sarà dominante in Italia per più di un secolo. In questa pagina pubblicherò via via: - testi dotati di studi introduttivi e commento - testi in trascrizione rigorosa - saggi, bibliografie, studi che sviluppino la conoscenza della letteratura pastorale